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La nostra escursione lungo il sentiero dei fiori, inzia dalle Baite di Mezzeno: una località della frazione di Capovalle del comune di Roncobello. Questa località è anche il punto di partenza di numerosi sentieri, da qui possiamo ad esempio incamminarci verso il passo di Mezzeno e scendere ai laghi Gemelli oppure iniziare la salita verso i 3 pizzi. Noi abbiamo imboccato il sentiero del CAI n 219 che in un oretta ci ha portato al passo Branchino, qui abbiamo iniziato un percorso ad anello lungo questo sentiero ad alto valore botanico con una sosta ristoratrice al rifugio Capanna 2000.
La documentazione fotografica di questa escursione è molto scarsa, purtroppo ho avuto un'incoveniente alla memory card della fotocamera e solo grazie al ricorso del programma PHOTO RECOVERY, sono riuscito e recuperare qualche scatto. Spiegherò l'utilizzo di questo programma nella sezione software in modo di poter aiutare qualcuno che si dovesse trovare in una situazione analoga. Per arrichire le poche immagini recuperate, ho inserito alcune foto scattate nella stessa zona in altre circostanze.
Dopo aver lasciato la nostra auto nell'ampio parcheggio delle Baite di Mezzeno, ci siamo incamminati verso le ore 8:40 lungo il leggero pendio per attraversare il ponte che scavalca il ruscello sottostante.
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Superato un piccolo avvallamento, risaliamo il sentiero passando accanto ad una baita dove notiamo i custodi affaccendati intorno a dei paiuoli, ci verrà detto che stanno preparandosi per una mega polenta in attesa di possibili escursionisti per la giornata odierna e quella seguente. Purtroppo il tempo non è stato molto clemente nemmeno con loro e temo che la loro specialità sia stata aprezzata solo da pochi avventurosi.
Lungo il tragitto numerosi cartelli ci segnalano che stiamo percorrendo il sentiero dei fiori: una località ad alto interesse botanico, tuttavia non potendolo apprezzare al meglio per la scarsa visibilità, viaggiamo spediti verso il rifugio dove giungeremo verso le 11:10
Abbiamo approfittato dei tavoli sulla terrazza per riposarci e ristorarci socializzando con altri escursionisti accompagnati dai loro fidi; dopo aver scambiato qualche chiacchere con il rifugista e sorseggiato un buon caffè caldo accompagnato da un' ottima fetta di torta, siamo pronti a ripartire. Un ultima foto alla mandria che pascola un po più a valle in direzione di Zambla e uno sguardo all'altare in ferro proprio di fronte al rifugio e ci rimettiamo in marcia per percorrere la seconda parte del nostro percorso verso la ghiaiosa val d' Arera.
Ripassiamo in fianco ai vecchi impianti da sci ormai dismessi e prendiamo il sentiero CAI 244 che effettua il periplo del monte Arera, noi ne percorreremo solo una parte fino ad incrociare il n. 218 che dall'Alpe Corte porta alla Baita GAN.
Il sentiero si snoda lungo un irto costone erboso per poi proseguire più dolcemente in un franoso macereto, lungo il nostro cammino possiamo ammirare numerose fioriture di vario genere che creano delle macchie di colore nel grigiore dei ghiaioni della Val d' Arera.
Dopo circa tre quarti d'ora di percorrenza dal rifugio, arriviamo al passo Gabbia a quota 2050 m., purtroppo a causa del protrarsi della nuvolosità non abbiamo modo di ammirare le vallate sotto di noi. Invito gli eventuali escursionisti che dovessero percorrere questo sentiero nella medesima direzione con ridotta visibilità, a prestare la massima attenzione, infatti il naturale proseguimento del sentiero porta su una piccola cresta al di sotto del quale c'è il vuoto, abbiamo dovuto ripercorrere a ritroso una cinquantina di metri e girare a sinistra (subito a destra arrivando in cima al passo senza proseguire sulla cresta), con difficili condizioni meteo il sentiero che scende non è immediatamente visibile, sarebbe opportuno segnalare con un cartello la corretta direzione.
Scendiamo dal passo lungo il sentiero che si snoda attraverso il Madrone alternando ghiaioni e dossi erbosi fino ad incrociare il sentiero 218 che ci porterà fino alla Bocchetta di Corna Piana.
Salito in vetta per la foto di rito accanto alla croce di cui purtroppo me ne rimane solo il ricordo, mentre il mio compagno iniziava lentamente a scendere fra i ghiaioni in direzione del passo Branchino; una volta raggiuntolo, abbiamo proseguito insieme fino alla colonnina del 118 dove sostammo per riposarci un pò; qui una piccola coincidenza, abbiamo incontrato per la terza volta una coppia anziana che avevamo già visto al passo in mattinata ed in seguito al rifugio Capanna per poi ritrovarci ancora qui nei pressi del Branchino, in breve avevano fatto lo stesso percorso ma nella direzione opposta alla nostra.
Scambiata qualche battuta sulla concomitanza e sulla voracità di Gian Battista il mio compagno d'escursione, ci avviamo verso le Baite di Mezzeno ripercorrendo il sentiero 219.
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