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| Data Escursione: 18 luglio 2009 | Km percorsi: 12,4 | Sentieri CAI percorsi: 108 |
| Località di partenza: Cusio | Altitudine min: 1510m max: 2251m | Traccia GPS Google Earth |
| Meteo: Molto nuvoloso | Durata totale escursione: 4 ore 10 min | Traccia GPS Visual Earth |
| Immagini satellitari con traccia GPS | ||
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L'escurisone odierna verso il rifugio Cesare Benigni parte da Cusio, in alta Val Brembana sulla strada che dal centro abitato porta ai Piani dell' Avaro; c'è la possibilità di parcheggiare nei pressi della curva a gomito chiamata "Curva degli sciocc" nelle vicinanze della baita omonima a quota 1500m circa. Il tempo era pessimo, aveva piovuto tutta la notte ed il cielo era ancora molto coperto. Benchè fosse luglio, la temperatura era prossima allo zero e le cime delle montagne circostanti sembrava che fossero state spolverate con dello zucchero a velo. |
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Lasciata la carreggiata e saliti i numerosi gradini, il sentiero prosegue quasi pianeggiante addentrandosi in un rado bosco di pini; in questa prima parte, il sentiero dal lato verso valle è protetto da una staccionata per sfociare più avanti nei prati fino a raggiungere dopo una mezz'oretta di cammino la casera del Valletto a quota 1700. |
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Qua e là si potevano ancora vedere le lingue di neve residue dal precedente inverno, era curioso notare che la quantità accumulatasi in alcuni tratti superava ancora i 3 metri, lo scorrere dei ruscelli ha scavato delle vere e proprie gallerie sotto la coltre di neve ghiacciata. Il tragitto fino ad allora molto tranquillo, iniziava a farsi un po più impegnativo e con alcuni tortuosi tornanti continuava a salire passando accanto alla fonte San Carlo a quota 1775m. |
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Vi rammento che tutte le foto in questa pagina sono linkate ad una galleria fotografica dove sono indicate tutte le informazioni relative allo scatto, l'altitudine ed al geo tag per la mappatura. |
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| Poco più avanti è possibile scegliere se arrivare al rifugio dalla più agevole variante dei Vitelli (via rispristinata nel 2006) che prende a sinistra evitando così l'impegnativo canalino spesso invaso dall'acqua; nonostante fosse la prima volta che percorrevo quei sentieri, scelsi di proseguire per la via normale. Proseguendo verso il rifugio, a circa 1950m di quota, i sentieri 107 e 108 del CAI si separano nuovamente, il primo sale verso destra e porta con ampi zig zag alla sommità del valico di Salmurano, mentre il 108 passa sotto la parete orientale della rocciosa Cima Piazzotti, sempre qui inizia la sovrapposizione con il sentiero delle Orobie 101 che proveniente dal Rifugio Grassi e poi Benigni, prosegue verso il passo San Marco. Avanti a me a qualche centinaio di metri, vidi alcuni escursionisti, non mi era chiaro dove stessero andando, da lontano mi sembrava che stessero risalendo l'alveo di una cascata: si trattava del famoso canalino roccioso. |
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Man mano che mi avvicinavo alla cascata, i dubbi se continuare in quella direzione o meno aumentavano; effettuo quasi sempre le mie escursioni in solitaria lasciando mia moglie in apprensione fino al mio ritorno, non volevo rischiare inutilmente anche un piccolo infortunio, raggiunsi la base della cascata e valutata la situazione decisi di procedere. |
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| Dopo aver scavalcato più volte il ruscello risalendolo a zig zag, giunsi alla conca soprastante; qui un rassicurante cartello indicava il rifugio Benigni a 15 minuti. Tutto intorno i segni della debole nevicata notturna un po incosueta per il periodo stagionale. |
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| Superato il torrentello e preso verso destra seguendo la segnaletica, si risale con alcuni tornanti un ripido pendio erboso, in queste ultime centinaia di metri che mi separavano dal rifugio ho incrociato altri appassionati già di ritorno dalla loro escursione, alcuni di loro erano accompagnati dal loro amico fidato. | ||||
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| Voltandomi verso valle potevo vedere parte della valle di Salmurano intagliata dai solchi dei sentieri percorsi un' ora prima. La visuale preclusa dalla bastionata rocciosa si fece ampia e libera, ecco finalmente profilarmisi davanti la sagoma del rifugio e del pennone con le sue bandiere agitate dal vento, avvicinandomi riesco a leggere le scritte del grande cartello: "BENVENUTI AL RIFUGIO C. BENIGNI s.l.m. 2222" |
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| Prima di entrare diedi uno sguardo alla stazione meteorologica, solo 5° ma all'interno però un piacevole tepore ristoratore. Dirigendomi verso la sala da pranzo posta nella nuova ala recentemente edificata, vengo chiamato da un escursionista che mi aveva preceduto nell'ascesa del canalino; sono zio e nipote che abitano nella mia zona, riconoscendomi, m'invitarono al loro tavolo. Abbiamo passato una gradevole mezzoretta parlando delle reciproche esperienze ristorandoci con una tazza di the ed una buona fetta di torta. Una volta salutateli, ci separammo decisi per fare un giretto nei pressi del rifugio, la visuale benchè ampia era parzialmente coperta dalle nubi, questa zona fà da spartiacque fra la valle di Salmurano e la val Gerola (Valtellina), in condizioni ottimali la vista può spaziare dalle Alpi Centrali a gran parte delle Alpi Orobiche, individuabili con l'aiuto della piastra d'orientamento posta ad un centinaio di metri dal rifugio. |
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| Lasciato il punto panoramico ed il suo disco d'orientamento attraverso il quale è possibile identificare i nomi delle cime dei monti che lo circondano, sono tornato sui miei passi per dirigermi verso il laghetto Piazzotti ai piedi della Cima omonima. | ||||
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| Per raggiungerlo, passai accanto al retro del rifugio, anche qui purtroppo ho ritrovato il disordine che avevo notato all'interno del rifugio. Mi auguro che sia stata una casualità e coincidenza che non possa offuscare la disponibilità e l'accoglienza sia della rifugista che dei suoi collaboratori e familiari. | ||||
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| Presi lo sfondo con il rifugio per farmi alcuni autoscatti a ricordo dell'escursione effettuata, un errore d'inquadratura diede come risultato una foto curiosa che utilizzerò in seguito per presentarmi nell' articolo "CHI SONO". | ||||
| Effettuato il giro intorno al lago Piazzotti, ripresi la via verso valle ripercorrendo gli stessi sentieri per la salita. Rimase degna d'attenzione l'insidia del canalino roccioso mentre il resto della discesa fu facile e veloce. | ||||
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Nei pressi della fonte San Carlo, decisi di aggirare la lingua di ghiaccio per poter fotografare il ruscello all'uscita del cunicolo scavato sotto la neve compattata. |
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| Guadato il ruscello e risalito un po il pendio per riprendere il sentiero, passai di nuovo nei pressi della Casera del Valletto, qui si trova la baita con la relativa stalla e l'abbeveratoio per gli animali che pascolano in questo alpeggio. | ||||
| Anche il ruscello Valletto ha scavato con il suo veloce scorrere un grosso tunnel nella neve ghiacciata, erano ancora visibili le ampie arcate mentre la parte superiore della volta sciogliendosi era ormai crollata. | ||||
| Ripresa la via del ritorno, ho ritrovato i ragazzi che ho incontrato poco prima al rifugio, percorremmo gli ultimi 2 chilometri insieme lasciandoci con la speranza di poterci ritrovare per un'altra escursione nelle nostre vallate. | ||||